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Dott.ssa Maria Lucia Summa

Alimentazione e rapporto con il cibo

Le difficoltà legate al cibo e al corpo possono oscillare tra controllo rigido e perdita di controllo, con vergogna, senso di colpa e preoccupazione costante. In ambito clinico esistono quadri differenti (es. restrizione con sottopeso, abbuffate con o senza condotte compensatorie, evitamento/selettività alimentare), che si distinguono per pattern comportamentali, frequenza e impatto sul funzionamento fisico e psicologico. In terapia lavoriamo per comprendere il significato e la funzione del comportamento alimentare, ridurre la sofferenza e costruire alternative più sicure, spesso in integrazione con figure mediche e nutrizionali quando necessario.

Tariffe

Se ti serve orientamento, trovi qui un riferimento chiaro ai costi.

Vedi tariffe

Quando può essere utile

  • Se vivi controllo rigido o oscillazioni tra controllo e perdita di controllo
  • Se senti fame emotiva o usi il cibo per calmarti
  • Se provi senso di colpa, vergogna o autocritica legata al corpo
  • Se ti senti in lotta con te stessa, tra regole e fallimenti
  • Se l’immagine corporea condiziona relazioni, lavoro o socialità
  • Se desideri un rapporto più stabile e gentile con il tuo corpo

Inquadramento clinico (sintesi)

In ambito clinico i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione vengono definiti da pattern persistenti di comportamento alimentare che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale.

In estrema sintesi: nei quadri restrittivi può esserci limitazione dell’introito e preoccupazione intensa per peso/forma; nei quadri con abbuffate si osservano episodi di ingestione di grandi quantità di cibo con sensazione di perdita di controllo, talvolta associati a condotte compensatorie (vomito autoindotto, uso improprio di lassativi, digiuno, esercizio eccessivo). Esistono anche quadri di evitamento o selettività alimentare non motivati da immagine corporea, con possibili conseguenze nutrizionali.

La valutazione clinica considera frequenza, durata, rischi medici, comorbidità (ansia, depressione, disregolazione emotiva) e la relazione con stress, traumi e contesti relazionali.

  • Se sono presenti restrizione severa, condotte compensatorie, sincope, palpitazioni, squilibri elettrolitici o rapido calo ponderale, è indicata anche una valutazione medica.
  • Queste informazioni sono orientative e non sostituiscono una diagnosi.

Cosa facciamo in percorso

Costruiamo una mappa precisa dei comportamenti: cosa succede prima (pensieri, emozioni, trigger), durante (perdita di controllo o rigidità) e dopo (colpa, compensi, evitamento). Questa chiarezza è fondamentale per ridurre confusione e vergogna.

Lavoriamo sulla funzione: il comportamento alimentare spesso regola emozioni, tensione, senso di vuoto o bisogno di controllo. Comprendere questa funzione permette di introdurre alternative più sicure (regolazione emotiva, confini, richiesta di supporto).

Quando è opportuno, il percorso è integrato: collaborazione con medico e/o nutrizionista per tutelare salute fisica e stabilità. L’obiettivo è un lavoro rispettoso, non punitivo, orientato alla sicurezza e alla continuità.

Cosa puoi aspettarti

Non giudizio

Uno spazio in cui parlare di cibo e corpo senza colpa e vergogna.

Regolazione emotiva

Capire cosa accade dentro, prima di cercare soluzioni fuori.

Un passo alla volta

Cambiamenti sostenibili, rispettosi della tua storia.

Online o in presenza

Il percorso può essere in studio o online. L’online è utile quando vuoi sentirti più protetta o quando la distanza rende difficile raggiungere lo studio.

L’obiettivo resta lo stesso: creare uno spazio stabile e riservato, in cui poter lavorare con continuità.

Se il cibo è diventato un campo di battaglia, possiamo renderlo un luogo più sicuro

Non sei “sbagliata”. Stai cercando un modo per stare meglio.

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