Dipendenze affettive, sostanze e gioco
Le dipendenze possono riguardare sostanze, gioco d’azzardo e, in senso più ampio, pattern relazionali che diventano compulsivi e dolorosi. In ambito clinico i disturbi da uso di sostanze vengono descritti come un pattern problematico con compromissione o sofferenza clinicamente significativa; il gioco d’azzardo può assumere caratteristiche di dipendenza comportamentale. La “dipendenza affettiva” non è una diagnosi formale: può però essere compresa clinicamente come un pattern relazionale che mantiene sofferenza, perdita di confini e difficoltà a interrompere un legame anche quando fa male. In percorso lavoriamo con riservatezza e precisione: mappa dei comportamenti, funzioni emotive, rischi e costruzione di alternative più sicure.
Quando può essere utile
- Se ti senti intrappolata in un legame affettivo che fa male
- Se alterni bisogno e rifiuto, paura e attaccamento, controllo e perdita di controllo
- Se usi sostanze o comportamenti per calmare ansia, vuoto o tensione
- Se senti vergogna o isolamento e fai fatica a parlarne
- Se la dipendenza sta impattando lavoro, relazioni, salute o sicurezza
- Se desideri riprendere potere e libertà nelle tue scelte
Inquadramento clinico (sintesi)
In ambito clinico i disturbi da uso di sostanze sono definiti da un pattern problematico che porta a compromissione o sofferenza. I criteri si raggruppano, in sintesi, in aree come: perdita di controllo (uso in quantità maggiori o per più tempo del previsto, tentativi falliti di ridurre), conseguenze sulla vita sociale e lavorativa, uso in situazioni rischiose e aspetti farmacologici (tolleranza e/o astinenza, quando applicabili).
Il disturbo da gioco d’azzardo viene descritto come un comportamento persistente e problematico che causa disagio o compromissione e che tende a ripetersi nonostante conseguenze negative.
Per i pattern relazionali compulsivi, la valutazione clinica osserva soprattutto: perdita di confini, difficoltà a interrompere il legame, oscillazioni tra idealizzazione e svalutazione, paura intensa dell’abbandono e uso della relazione come regolatore emotivo.
- In presenza di rischio medico, astinenza, episodi di overdose o pericolo immediato, è necessario un supporto sanitario tempestivo.
- Nei percorsi complessi è spesso utile un lavoro integrato con servizi specialistici, mantenendo un coordinamento chiaro.
Queste indicazioni sono informative e non sostituiscono una valutazione clinica individuale.
Cosa facciamo in percorso
Partiamo dalla mappa comportamentale: cosa accade prima, durante e dopo. Identifichiamo trigger, emozioni, pensieri, contesti e conseguenze. Questo rende visibile il ciclo e permette di intervenire con precisione.
Lavoriamo sulla funzione: la dipendenza spesso regola dolore, vuoto, ansia, rabbia o senso di solitudine. Comprendere la funzione non giustifica il comportamento, ma crea spazio per alternative più sicure.
Costruiamo un piano realistico: riduzione del rischio, confini, rete di supporto, prevenzione delle ricadute e, quando necessario, integrazione con percorsi specialistici. Nelle dipendenze affettive, il lavoro include confini relazionali, autonomia emotiva e lettura dei pattern di attaccamento.
Cosa puoi aspettarti
Riservatezza
Un luogo in cui parlarne senza vergogna e senza giudizio.
Comprensione profonda
Non solo “smettere”: capire cosa sostiene il bisogno.
Piano concreto
Passi realistici, orientati alla sicurezza e alla libertà.
Online o in presenza
Il percorso può svolgersi in studio o online. La cosa più importante è avere continuità e uno spazio riservato in cui poter lavorare con onestà e sicurezza.
Se ci sono comportamenti a rischio, valutiamo insieme come proteggerti al meglio e a chi affiancarci.
Se qualcosa ti sta prendendo troppo spazio, possiamo ridarti respiro
Chiedere aiuto non è debolezza: è cura.