Terapia individuale (adulto e giovane adulto)
Ci sono periodi in cui continui a funzionare fuori, ma dentro senti fatica, tensione o vuoto. La terapia individuale è uno spazio in cui puoi fermarti e costruire comprensione: cosa sta succedendo, da quanto tempo, in quali contesti e con quale impatto sulla tua vita. Nel lavoro clinico utilizzo criteri e descrizioni condivise (sintomi, durata, compromissione del funzionamento, diagnosi differenziale) per orientare la valutazione, senza ridurre la persona a un’etichetta. L’obiettivo è ritrovare più scelta, più stabilità e un modo più sostenibile di stare nelle relazioni e con te stessa.
Quando può essere utile
- Se l’ansia prende spazio (preoccupazioni, tensione, attacchi di panico, fobie)
- Se ti senti spesso sotto pressione o in sovraccarico
- Se attraversi tristezza, apatia o oscillazioni dell’umore
- Se vivi relazioni faticose, ripetitive o sbilanciate
- Se vuoi lavorare su autostima, confini, comunicazione e regolazione emotiva
- Se stai affrontando cambiamenti, perdite, scelte difficili o un momento di crisi
Valutazione clinica (sintesi)
In ambito clinico i quadri psicologici vengono descritti in base a insiemi di sintomi, durata, intensità e impatto sul funzionamento (lavoro/studio, relazioni, autonomia, cura di sé). In terapia questo diventa una “mappa”: aiuta a distinguere cosa stai vivendo, cosa lo mantiene e quali passi hanno senso nel tuo caso.
La valutazione non è un test a crocette: si costruisce con colloqui, storia personale e relazionale, osservazione dei contesti e, quando utile, strumenti di screening orientativi (es. ansia/umore) che non sostituiscono la diagnosi.
Una parte importante è la diagnosi differenziale: sintomi simili possono appartenere a quadri diversi (es. ansia, umore, trauma e stress, ossessivo-compulsivo e correlati, alimentazione, uso di sostanze, aspetti di personalità). Per questo si considerano anche fattori medici, farmaci e sostanze, e la fase di vita.
- L’obiettivo non è “mettere un’etichetta”, ma aumentare chiarezza e possibilità di scelta.
- Se emergono segnali di rischio (es. autolesionismo, ideazione suicidaria, grave compromissione), si definisce insieme un piano di sicurezza e, se necessario, una rete di supporto.
Queste informazioni sono orientative e non sostituiscono una valutazione clinica individuale.
Cosa facciamo insieme
Partiamo da ciò che oggi pesa e lo rendiamo osservabile: quando si attiva, cosa succede nel corpo, quali pensieri arrivano, quali comportamenti seguono, quali conseguenze ha. Questo permette di uscire dal “mi succede e basta” e entrare in una comprensione più precisa.
Costruiamo una formulazione del caso: una lettura che collega sintomi, storia, relazioni e contesti. È qui che spesso emergono bisogni non riconosciuti, ruoli appresi, paure e strategie di protezione che nel tempo si sono irrigidite.
Definiamo obiettivi concreti e verificabili: ridurre l’impatto dei sintomi, migliorare la regolazione emotiva, ritrovare confini e comunicazione, aumentare flessibilità nelle scelte. Il ritmo resta sostenibile: il cambiamento stabile non nasce dalla forzatura.
Cosa puoi aspettarti
Uno spazio non giudicante
Non devi arrivare “con la storia già pronta”. Ci lavoriamo insieme, con calma.
Chiarezza e orientamento
Definiamo un filo: sintomi, contesti, significati e passi possibili, senza semplificazioni.
Un ritmo sostenibile
Niente forzature. Il percorso è efficace quando rispetta davvero i tuoi tempi e la tua sicurezza.
In presenza o online
La terapia può svolgersi in studio o online. L’online è utile quando distanza, lavoro o energia rendono complicato raggiungere lo studio, senza rinunciare alla qualità dell’incontro.
Per le sedute online è importante avere una connessione stabile e uno spazio riservato.
Se ti va, possiamo iniziare da un primo incontro
Non serve essere pronti. Serve un passo possibile.