Traumi, lutti e cambiamenti di vita
Dopo eventi traumatici, perdite o cambiamenti importanti possono comparire sintomi di allerta, intrusioni (immagini o ricordi che tornano), evitamento, irritabilità, difficoltà di sonno e un senso di estraneità o distacco. In ambito clinico queste manifestazioni possono rientrare, a seconda di intensità e durata, nei disturbi correlati a trauma e stress (es. disturbo post-traumatico da stress, disturbo acuto da stress, disturbi dell’adattamento) e, sul versante del lutto, in quadri di sofferenza prolungata quando il dolore resta intenso e invalidante nel tempo. In terapia lavoriamo prima sulla sicurezza e sulla stabilizzazione, poi sulla comprensione e integrazione dell’esperienza, con gradualità e rispetto.
Quando può essere utile
- Se dopo un evento senti ansia, insonnia, ipervigilanza o immagini intrusive
- Se ti senti “spenta”, dissociata, distante dalle emozioni o dalle persone
- Se un lutto o una perdita non trova parole e resta dentro come peso
- Se una separazione o un cambiamento ha incrinato identità e sicurezza
- Se provi senso di colpa o vergogna legati a ciò che è successo
- Se vuoi ritrovare continuità e fiducia in te e nelle relazioni
Inquadramento clinico (sintesi)
Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), in sintesi, è associato a un’esposizione a eventi traumatici e a sintomi che si organizzano in aree: intrusioni (ricordi, immagini, sogni), evitamento, cambiamenti di pensieri/emozioni (es. colpa, vergogna, distacco) e iperattivazione (iperallerta, irritabilità, difficoltà di sonno). La durata e l’impatto sul funzionamento sono elementi centrali della valutazione.
Il disturbo acuto da stress riguarda una sintomatologia simile ma nella fase immediatamente successiva all’evento (una finestra temporale più breve). I disturbi dell’adattamento descrivono invece una risposta emotiva o comportamentale a uno stressor identificabile, con sofferenza e compromissione significative.
Nel lutto, la sofferenza è un processo naturale; tuttavia, quando dopo molti mesi il dolore resta pervasivo e invalidante, con forte desiderio/nostalgia e difficoltà a reinvestire nella vita, può essere indicata una valutazione più specifica.
- Una valutazione clinica considera storia, contesto, risorse e fattori di vulnerabilità/protezione.
- Se compaiono pensieri autolesivi, dissociazione intensa, abuso di sostanze o rischio immediato, è importante chiedere aiuto tempestivo.
Queste indicazioni sono informative e non sostituiscono una valutazione clinica individuale.
Cosa facciamo in percorso
Il primo obiettivo è la stabilizzazione: ridurre l’iperattivazione o l’intorpidimento emotivo, lavorare su sonno, sicurezza e capacità di “stare” nelle emozioni senza esserne travolta. Questo crea una base per affrontare il resto.
Costruiamo una mappa dei trigger e delle reazioni (corpo, pensieri, comportamenti), per distinguere ciò che appartiene al presente da ciò che riattiva il passato. Quando serve, lavoriamo anche su evitamento e ritiro, che spesso mantengono il problema nel tempo.
Gradualmente, con un ritmo protetto, diamo significato e integriamo: non per cancellare la storia, ma per renderla più narrabile, meno intrusiva e meno determinante nel presente. Nel lutto, il lavoro include anche la possibilità di “continuare” senza colpa, ritrovando un modo personale di portare con sé ciò che è stato.
Cosa puoi aspettarti
Sicurezza
Prima di tutto, un setting che non forza e protegge.
Significato
Rimettere ordine: dalla confusione a una narrazione più chiara.
Recupero
Piccoli gesti di cura che tornano possibili, nel tempo.
Online o in presenza
A seconda del momento, la terapia può essere in presenza o online. Alcune persone preferiscono iniziare online per sentirsi più protette, altre in studio per percepire più contenimento.
Valutiamo insieme il setting più adatto, anche in modo flessibile nel tempo.
Se qualcosa ti ha segnato, non devi attraversarlo da sola
Possiamo iniziare con calma, con rispetto.